Il sogno
"We should give everyone a chance"
"Dovremmo poter dare a tutti almeno una possibilità".
Questa storica frase di Ayrton Senna, corta ed essenziale, racchiude, oltre alla presa di coscienza di tragiche realtà ed alla ferma volontà di impegnarsi in prima persona per cercare di eliminarle, anche un forte messaggio di fiducia e di speranza.
Se il coraggio, il talento, la determinazione, la passione e il desiderio di essere il più veloce e di vincere sempre, contro tutto e contro tutti, furono le doti che consentirono ad Ayrton di compiere gesti indimenticabili al volante di una monoposto di Formula1, l'Uomo Senna merita almeno altrettanta stima ed ammirazione per l'amore immenso che egli nutriva per il suo Paese e per la sua gente.
Il suo grande sogno era quello di poter offrire, almeno in parte, ai bambini brasiliani, quanto lui aveva ricevuto in dono da Dio...l'opportunità di costruirsi un futuro e il diritto a sperare in una vita migliore.
Possibilità quindi di poter essere nutriti, curati, di studiare, di giocare, di avere un approccio con il mondo della cultura, e infine di potersi realizzare con un lavoro o una professione onorevoli.
Tutte cose che lui già stava offrendo a loro, ma in modo assolutamente privato e riservatissimo.
Poi, in una maledetta domenica di maggio, Qualcuno più grande di noi decise che l'Uomo Ayrton Senna da Silva dovesse dimettere i suoi panni mortali e assurgere a Mito.
Il suo seme però era già stato piantato! E germogliando portò alla costituzione dell'Ayrton Senna Foundation, la più grande Istituzione privata a livello di assistenza all'infanzia esistente oggi nel mondo, che ha assistito dalla sua nascita fino ad oggi circa 8 milioni di bambini brasiliani in 25 stati del Brasile coinvolgendo nei suoi progetti 410.000 educatori e oltre 10.000 ONG, con investimenti, nel corso degli anni pari ad oltre 60 milioni di dollari.
L'Istituto Ayrton Senna, come si chiama ora, Ente senza fini di lucro e gestito esclusivamente dalla Sua famiglia, si finanza con le royalties derivanti dall'utilizzo dei marchi Senna e Senninha (il piccolo Senna) che furono donati all'Istituto dalla Sua famiglia dopo la sua tragica scomparsa.
Ad ulteriore riprova della serietà dell'Istituto, occorre ricordare che il suo bilancio è stato certificato fin dal primo anno della sua esistenza.